| E’ rientrata in Italia la Carovana 2008 “In Europa oltre i nuovi muri” promossa dall’associazione “Tenda per la Pace e i Diritti” e dalla Provincia di Gorizia, con i contributi della Provincia di Trieste, i Comuni di Monfalcone e Staranzano e la Banca di Credito Cooperativo. Partito lunedì 21 il viaggio ha permesso ai partecipanti, una quarantina, di conoscere i territori che si estendono lungo la Sava, la Drina, la Neretva, la Sana e la Una attraverso l’incontro con persone, associazioni culturali, di promozione sociale ed ambientaliste e rappresentanti di istituzioni. Tra gli altri –l’elenco sarebbe lunghissimo, ma lo spazio di un articolo è troppo ristretto per poterli contenere tutti- a Zagabria, Vesna Terselić, instancabile pacifista croata direttrice di “Documenta” un Centro che si occupa di raccogliere testimonianze sia sui crimini dell’ultima guerra che su quelli perpetrati nella II Guerra Mondiale, come pure sulle esperienze positive di convivenza tra le diverse comunità della ex Jugoslavia; a Tuzla, Irfanka Pašagić, psichiatra fondatrice di “Tuzlanska Amica”, un’associazione che assiste socio-economicamente e moralmente gli orfani, le donne, le famiglie dell’area di Tuzla e dei villaggi circostanti e l’associazione delle Donne di Srebrenica, che dal genocidio del luglio 1995 si sono attivate per la ricerca della verità per gli uomini scomparsi e uccisi (quasi 10.000) e di cui di molti non si hanno ancora tracce; a Bratunac, Rada Zarković, la fondatrice e presidentessa della cooperativa Insieme, una delle realtà socio-economiche più interessanti del dopoguerra e le grintose donne del Forum Žena,impegnate nella promozione della convivenza e delle pari opportunità; a Sarajevo Jovan Divjak, il generale che scelse di difendere la città e la gente di Sarajevo assediata per quasi 4 anni e che ha denunciato i crimini commessi anche dalle forze bosniache ai danni di inermi cittadini serbi; a Mostar, Zlatko, il ragazzo che viveva negli scantinati di un palazzo assieme a tantissimi abitanti della città e che i tre giornalisti della RAI di Trieste, Luchetta, Ota e D’Angelo, stavano intervistando quando vennero uccisi da una granata, e sua madre Sanela Omanović: da anni risiedono in Svezia ma ogni anno tornano nella città natale, tristemente sempre più divisa; a Prijedor le donne che gestiscono la rete |
dell’albergo diffuso, i rappresentanti del forum civico e dell’informagiovani, tutti progetti promossi e sostenuti dalla Agenzia per la Democrazia Locale; a Martin Brod, nel neonato Parco del fiume Una, l’associazione delle famiglie che stanno attivando una rete di ospitalità per lo sviluppo sostenibile ed a Bihać l’associazione Alma e i bambini della comunità Rom, una comunità da anni risiedente in un quartiere della città (circa 600 persone). Ma sono stati anche realizzati incontri istituzionali, ad esempio con l’Amministrazione della contea di Slavonski Brod e con l’Amministrazione comunale di Sarajevo, assolutamente non informali e con grande spirito di accogliere proposte e progetti di collaborazione futura, non solo in campo culturale, ma anche sociale ed economico. E non sono mancati approfondimenti culturali come quelli sviluppati da Michele Gangale sul famoso ponte di Visegrad, protagonista del romanzo “Il Ponte sulla Drina” del premio nobel Ivo Andrić, e da Melita Richter che ha accompagnato costantemente i carovanieri con profondi spunti di riflessione e continui stimoli alla riflessione sul passato, il presente ed il futuro di questo Paese, così problematico anche se la frase più comune tra la gente è “nema problema” (nessun problema). Il viaggio è stato fotografato, filmato e documentato in ogni suo aspetto e i partecipanti si impegneranno nei prossimi mesi nella definizione dei materiali utili alla restituzione di questa eccezionale esperienza per metterla a disposizione di tutta la comunità locale e per elaborare progetti e rapporti costanti con tutte le realtà incontrate, tutte disponibili a mantenere e rafforzare la rete con la nostra comunità. La carovana ha fatto tappa a Zagabria, Slavonski Brod, Tuzla, Bratunac, Potočari, Srebrenica, Višegrad, Sarajevo, Jablanica, Mostar, Blagaj, Jaice, Prijedor, Martin Brod, Bihać. Un tour faticoso, a tratti travolgente, che ha avuto anche momenti di commozione, gioia, festa e che si è concluso, per tutti, con una profonda sensazione di …dover tornare. fonte: benkadi video: massimo mucchiut // primi piani |
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